sabato 16 gennaio 2016

birdgirl


Questo pezzo è nato tra le fessure di Birdman nel Marais

In attesa di capire come andrebbero usati microfoni e registratori, consiglio di ascoltare in cuffia (così il rimbombo è un po' meno fastidioso, sia per voi che per i vicini).



(capotasto sul primo)
    1.
                                          re                                                     fa#
hai passeggiato controvento per trent'anni e qualche mese
                                              sol
con il tuo bagaglio a mano di proiettili e di rose
                                                   si-                                      fa#-
quant'è vero che hai lasciato errori stesi ad asciugare
                                                    sol
e se hai provato ad impazzire, ci hai provato con piacere
                                         re                                            la-
nonostante sappia bene quanto è finta una canzone
                                          sol
e che io sto alla tua penna come stanno le lattine
                                           si-                                 la
a un apriscatole affilato, adesso mettiti seduto
                                            sol
chiudi gli occhi, se ti pare

e preparati a tacere
                                            re
fino a quando avrò finito

    2.
quant'è vero che parlavi raramente di futuro
e se mettevi su gli occhiali, era per guardarci il cielo
ti sembrava così strano non trovarci proprio niente
che non fosse immateriale oppure troppo più distante
della punta delle dita che stringevano il monile
con cui mi hai grattata via dalla tua scratch map mentale
io ero un film senza il sonoro dato solo in due o tre posti
tu eri un pezzo dei baustelle
ma cantato un tono sopra
e con gli accenti messi giusti


    rit.
sol            la                            re                                                la-
e adesso giri in questa stanza che non è che un'astrazione
                                                      sol                         
come un trompe-l'oeil dell'anima, dal quale guardi uscire
                                         si-                                    fa#-
personaggi immaginari, marionette del passato
                                      sol
che ti dicono stai calmo, adesso mettiti seduto
                     la                   re                                       la-
adesso smetti di pensare sia una specie di partita
                                           sol
che non va per forza vinta, ma anche solo respirata
                                         si-                                     la
questa vita che rimbomba nelle voci della gente
                                       sol
allineata giù per strada

per fissarti alla finestra
                                      re       la  sol  re  la  sol
acrobatico e distante

    3.
quant'è vero che hai lasciato amori stesi ad asciugare
che a centrifugarli insieme forse stingeranno pure
come è stinto il mio sorriso, marzo del duemilanove
quando un tuo cambio d'armadio l'ha riposto in un cartone
quando un tuo discorso idiota si è affrettato a sparpagliare
naftalina ed antitarme tra l'esofago e l'addome
tu eri un film di lars von trier proiettato all'orizzonte
io ero un pezzo delle luci
ma suonato all'ukulele
e coniugabile al presente


    rit.
e adesso giri in questa stanza che non è che un'astrazione
come un trompe-l'oeil dell'anima, dal quale guardi uscire
personaggi immaginari, proiezioni del passato
che ti chiedono hai finito? non ti sembra esagerato
avere crisi dei trent'anni ad ogni cambio di stagione?
non c'è niente da stravincere, non è che una canzone
e ormai non è che un sottofondo il mormorare della gente
sulla voce di tua madre
che accarezza il davanzale
e dice chiudi, fa corrente